idr n.01/2024
Carosotti, G. Persuasione e incantamento. Il progetto educativo nelle Leggi di Platone.
Collana “Itinerari della ragione”, n.01/2024, ISSN 3035-1731, Valore Italiano Editore.
La storiografia ha spesso considerato le Leggi un’opera caratterizzata da una visione coercitiva dell’azione politica, testimonianza di una radicalizzazione conosciuta dal pensiero di Platone verso la fine della sua vita. Eppure, al di là dell’asprezza di alcuni provvedimenti auspicati dal filosofo, il ricorso alla pratica repressiva è presentato con estrema reticenza, quale ultima ratio di un agire politico che vuole essere innanzitutto coinvolgente e persuasivo. Platone cerca di reagire alla tragedia antropologica che crede di scorgere nella sua epoca attraverso strategie che portino l’uomo a desiderare in modo spontaneo l’adesione ai valori comunitari. Di fronte a un regresso civile che è soprattutto di ordine culturale (da Platone individuato in particolare in campo musicale), il filosofo propone un processo educativo permanente che deve cercare di persuadere, attraverso un’opera di incantamento, in merito al maggior piacere insito in esperienze di ben superiore dignità, di carattere sia estetico sia morale. Una situazione analoga a quella che vivono attualmente i docenti italiani, vittime di una politica scolastica decisamente anticulturale, responsabile di un regresso antropologico, sul piano delle capacità critiche, non distante da quello descritto da Platone nella sua ultima drammatica opera. Un obiettivo regressivo perseguito con consapevolezza, assecondando la soggettività dei discenti verso modelli di consumo e ambizioni pratico-utilitaristiche, che delegittima l’azione dei loro insegnanti, concentrati su contenuti disciplinari ritenuti superflui. I concetti di “persuasione” e “incantamento” (verso i contenuti di cultura) potrebbero rappresentare una possibile strategia di “resistenza” didattica per questi tempi problematici.